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Polizza vita, i beneficiari sono protetti dalla privacy

postato su Maggio 10, 2018 da Staff postato in Blog

Una sentenza della Corte di Cassazione di qualche giorno fa ha stabilito che i beneficiari di una polizza vita stipulata da un parente defunto, sono protetti dalla privacy e dunque i familiari di ogni ordine e grado non sono nella condizione di ottenere informazioni dalla Compagnia e dai suoi intermediari con la quale è stato stipulato il contratto, che si possono legittimamente opporre alle loro richieste di informazioni.

Secondo la Corte, infatti, le informazioni relative ai beneficiari (persone terze) delle polizza vita stipulate dal del cuis, non rientrano tra quelle a cui hanno diritto di accesso gli eredi.

Il caso è stato posto dal Garante della Privacy contro l’ordine di un tribunale, rivolto ad una compagnia di assicurazione, di rivelare l’identità dei beneficiari di una polizza vita (che prevedeva un capitale caso morte) agli eredi del Contraente defunto.

La Cassazione ha accolto il ricorso, secondo cui la comunicazione del dato riservato (in questo caso l’identità del beneficiario) lede la privacy del beneficiario stesso e non è consona alla tutela dei diritti dell’erede, e nella sentenza ha evidenziato che gli eredi hanno diritto di accesso ai dati personali del familiare deceduto, ma non a quelli relativi a soggetti terzi beneficiari di contratti stipulati dal de cuis, che ne caso in questione acquistano un diritto proprio ai vantaggi della polizza.

Questa sentenza, di fatto, stravolge il diritto degli eredi ad ottenere la cosiddetta legittima e d fatto apre una possibilità di aggirare la norme stabilite da Codice Civile in materia di successioni, impedendo agli eredi la possibilità di conoscere il soggetto da convenire in giudizio (il soggetto terzo beneficiario della polizza)  con l’azione di riduzione delle donazione che si è realizzata attraverso la stipula della polizza di assicurazione sulla vita

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Vettel contro Hamilton: nella realtà chi avrebbe torto per il tamponamento?

postato su Giugno 26, 2017 da Marco De Leo postato in Blog

Vettel contro Hamilton, Ferrari contro Mercedes, sarà questo il grande duello del la stagione 2017 di Formula 1. Ieri a Baku, in Azerbaijan, è andato in scena un gran premio fuori dall’ordinario, ricco di colpi di scena e di polemiche come solo i gp cittadini sanno regalare. Protagonisti assoluti di scontri e polemiche sono stati, manco a dirlo, Vettel e Hamilton, con il tedesco reo di aver  tamponato il pilota inglese in regime di safety car. Seb ha attaccato apertamente Lewis colpevole di aver ripetutamente frenato anche quando non vi era necessità di farlo, mettendo così in pericolo gara e incolumità dei piloti che lo seguivano. Dal canto suo l’inglese si è molto risentito per la reazione del tedesco che lo ha prima affiancato, insultandolo, e poi colpito sulle ruote. La direzione di gara ha punito con 10 secondi di penalità il ferrarista, ma la rimostranze del pilota di Heppenheim sono proseguite, sostenute anche dalle dichiarazioni al vetriolo del direttore della Scuderia Ferrari, Maurizio Arrivabene.

Il duello rusticano ha senz’altro scaldato i cuori dei tifosi di F1, ma se fosse successo nella realtà come sarebbero andate veramente le cose?

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