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Terremoto: come la cattiva informazione e i falsi miti inguaiano i cittadini

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Venerdì, 20 Gennaio 2017 11:32

Terremoto: come la cattiva informazione e i falsi miti inguaiano i cittadini

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In periodi drammatici come quello che sta vivendo tutto il centro Italia, l’opinione pubblica è interamente assorbita da tutti quei discorsi che riguardano l’incolumità delle persone, le sistemazioni abitative provvisorie, il recupero degli oggetti dall’elevato valore affettivo e la ripresa (lenta) di tutte le attività imprenditoriali dell’area interessata. 
La questione degli aiuti per gli abitanti colpiti è centrale, ma se ne parla concentrandosi sulla questione dei moduli abitativi provvisori, che, come specifica il termine stesso, essendo provvisori esauriranno la loro funzione nel momento in cui le persone potranno ricostruire le proprie abitazioni. Ma quando e con quali fondi gli abitanti potranno ricostruire le proprie case? E come dovrà comportarsi chi stava già pagando un mutuo?

I falsi miti

Cominciamo a sfatare il primo falso mito: no, non sarà lo Stato a ripagare i cittadini per la perdita delle proprie abitazioni. Siano esse danneggiate o completamente distrutte, nessun fondo di solidarietà consentirà ai sopravvissuti al terremoto di poter avere una cifra congrua al valore dell’abitazione. Le casse erariali potranno garantire una collocazione provvisoria in containers o tende (o casette di legno, in tempi biblici) oppure sospendere per un periodo limitato di tempo l’obbligo di pagamento delle tasse. Ma sono soluzioni temporanee, palliativi, sollievi brevi

Secondo falso mito da sfatare: la distruzione della casa a causa di un terremoto non interrompe l’obbligo di pagamento del mutuo. Il proprietario di un immobile gravemente lesionato o addirittura distrutto da un evento di natura catastrofica, rimane sempre legato alla banca dal vincolo di pagamento delle rate del mutuo, senza possibilità di appellarsi al “caso fortuito” per interrompere lo stesso. L’unico appiglio per il proprietario sarebbe quello di far ricorso ad una delle cause di sospensione del mutuo, che tuttavia non interromperebbero il pagamento delle rate, ma le posticiperebbero.

La soluzione

È quindi doveroso ribadire il concetto che tutti i rischi di un terremoto ricadono esclusivamente sul proprietario di un immobile lesionato o crollato. L’unica possibilità di rientrare di una fetta consistente delle spese di ricostruzione è legata alla stipula di un’assicurazione contro il terremoto. In Italia non c’è nessun obbligo di assicurare la propria casa, nemmeno in tutte quelle zone ritenute ad alto rischio sismico, ma è solo grazie ad un’assicurazione che il proprietario otterrebbe un risarcimento nel caso di evento catastrofico. Una possibilità poco pubblicizzata, ma di fondamentale importanza per le popolazioni che abitano in aree fortemente esposte a rischi naturali.
Torniamo quindi all’argomento principale della questione: chi risarcisce per il danneggiamento di un immobile dopo un terremoto? L’assicurazionepagando a chi ha stipulato una polizza danni contro il terremoto i 2/3 del valore dell’immobile, e consentendogli di affrontare gli obblighi derivanti dal pagamento del mutuo e di ammortizzare gli ingenti costi da sostenere per tornare alla normalità.
Letto 852 volte Ultima modifica il Venerdì, 20 Gennaio 2017 12:31